Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Giovanni Falcone e Paolo Borselino, sono e restano eroi veri del nostro tempo, chi pensa di sfruttare la loro immagine per becero opportunismo politico ne oltraggia la memoria, anche fossero parenti stretti.

6 commenti fin ora

  1. Da: !aggiunto il: 22 luglio, 2010alle: 15:20

    Cosa? Non starà mica riferendosi ai fratelli del giudice Borsellino, spero.
    Piuttosto mi piacerebbe capire come si può pensare di mantenere in un partito e, peggio ancora, in Parlamento uno che dà dell’EROE a uno stalliere mafioso giudicato tale da sentenze passate in giudicato.

  2. Da: !aggiunto il: 22 luglio, 2010alle: 16:03

    Spero non si stia riferendo ai fratelli del giudice Borsellino!
    Piuttosto mi chiedo come sia possibile che stia ancora in un partito e, peggio ancora, in Parlamento, una persona che ha dato dell’EROE uno stalliere mafioso definito tale da una sentenza passata in giudicato.

  3. Da: Marceloaggiunto il: 23 luglio, 2010alle: 16:01

    far parte di un partito non significa necessariamente abbracciare tutte le opinioni dei componenti, ci mancherebbe, la libertà di giudizio e di pensiero sono valori non negoziabili. Detto questo, ritengo strumentale voler affiancare un “martire”, e passatemi questo giusto termine, per la lotta alla mafia com’è Paolo Borsellino con una persona come giustamente lei afferma, condannata per mafia e con un passato torbido, come se qualcuno avesse mai affermato da parte delle istituzioni che Borsellino o Faclone sono eroi in egual maniera di un mafioso. La frase a cui molti si sono riferiti durante il ricordo della strage di via d’Amelio è stata l’infelice affermazione di Marcello Dell’Utri che disse che Mangano a modo suo fu un eroe poichè anche se malato di cancro terminale non volle coinvolgere altre persone durante il procedimento. Quando dico infelice, lo dico poichè certi apprezzamenti, sopratutto quando li esprime un senatore, acqusiscono un valore differente. Ma secondo lei che bisogno c’era di concentrare la triste ricorrenza con questo ingiusto confronto. Non ho confusioni, come del resto la totalità del mio partito su chi sono gli eroi, Eroi sono perosne come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone oppure mio zio Lino Datovo, giudice che giudò l’operazione per l’arresto di Curcio, che segno l’inizio della fine delle BR. Questi e molti altri sono gli eroi veri, e mai mi sognerei di paragonarli con persone socialmente negative estrapolando frasi da un contesto in maniera strumentale. Concordo che il parlamento deve liberarsi di chiunque abbia collusioni con la malavita, ma lei è convinto che questo sia un cancro che appartiene ad un solo schieramento? Lei crede che dopo un secolo di malcostume le cose si risolvano con la bacchetta magica? per quanto concerne la famiglia Borsellino, ne rispetto il dolore, ma non facciamo l’errore di elevare tutti allo stesso livello.

  4. Da: !aggiunto il: 26 luglio, 2010alle: 12:57

    Eccolo là, il riferimento alla famiglia Borsellino allora era esplicito.
    Se chiedere la verità sulla sorte di un proprio congiunto significa “elevare tutti allo stesso livello” non ci sto.

    E la croncaca di questi giorni dimostra che le collusioni erano e sono più radicate della semplice presenza di alcune mele marce.
    Ci dimentichiamo cosa ha detto il capo dello Stato qualche giorno fa?

    Non ho mai fatto discorso di schieramento. Ma il toccare la famiglia di un magistrato morto per aver combattuto la mafia, equivocando la loro legittima richiesta di verità con presunti attacchi strumentali a una parte politica mi indigna e non poco. Dal 1992 ad oggi ne sono passati di governi dai vari colori. La famiglia Borsellino chiede chiarezza a tutti coloro che si sono occupati della strage di via D’Amelio in questi lunghi 18 anni.
    Punto e a capo.

  5. Da: Marceloaggiunto il: 26 luglio, 2010alle: 15:33

    La lotta per la verità è legittima e doverosa da parte di chiunque. Ma torno a dire con estrema serenità, non facciamo confusioni elevando tutti allo stesso livello, questo non significa denigrare nessuno, ogniuno è legittimo di muoversi come crede, chi civicamente, chi politicamente. Ma torno a farle la domanda; che cosa c’entrava Mangano con Borsellino?; che cosa centravano i fischi a Schifani o Fini?, forse che in quella folla di agende rosse qulcuno crede che le istituzioni del quale Schifani ne rappresenta la seconda carica, sono in qualche modo colluse con le stragi? Secondo lei questo non è strumentalizzare una ricorrenza? Paolo Borsellino era uomo di stato, fedele alle istituzioni, lei crede che varebbe gradito i fischi riviolti alle cariche dello stato? Non credo proprio. Se poi verranno accertate responsabilità che vanno ben oltre al volere delle cosche mafiose, sarà giusto sottopporre questi elementi alla più severa pena, pensi che sarei dell’idea di aggravare la pena a chi ricopre cariche amministrative, pubbliche o addirittura statali con l’alto tradimento. Ma non si venga a dire che la manifestazione di via d’Amelio appena passata non ha avuto una base strumentale e politica.
    Saluti

  6. Da: !aggiunto il: 28 luglio, 2010alle: 10:22

    Cosa c’entrava Mangano con Borsellino?
    Un autorevole esponente della maggioranza parlamentare dà dell’eroe a un mafioso facendo parte della maggioranza che dovrebbe combattere il fenomeno mafioso e lei mi chiede cosa c’entrino le due cose?
    Ma io non la capisco.
    Comunque guardi, resti della sua opinione.
    Io ritengo inopportuno che stia in Parlamento una persona del genere, come condivido che al di là della presunzione di innocenza ci siano comportamenti politicamente inopportuni.
    Il dato di fatto è che c’è un problema grande come una casa di QUESTIONE MORALE.
    Un sottosegretario si dimette ma non lascia l’incarico di coordinatore regionale.
    Il coordinatore nazionale del partito si dimette dalla testa di una banca ma resta coordinatore.
    E lui mi chiede cosa c’entri Mangano con Borsellino, nei giorni in cui emergono novità sulla presunta trattativa Stato-Mafia?
    Sta scherzando, vero?

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