
Mi sembra che il paradossale dialogo tra sordi sia in atto tra l’amministrazione e i cittadini.
Continuo a leggere le interviste del nostro sindaco Andrea Cottinelli, ma in queste non trovo il ben che minimo cenno di autocritica, anzi, un continuo e perpetuo scarica barile.
Non ritrovo neppure la volontà di aprire alle richieste dell’opposizione e delle associazioni come ad esempio Alleanza per Rovato, che ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo con la maggioranza ed ha sempre cercato di essere propositiva ed ovviamente rispettosa dei ruoli a differenza di altri, che chiedono un tavolo esteso in tema di sicurezza. Lunedì ci sarà un consiglio comunale, dove ovviamente si parlerà di sicurezza, ma ho il timore che da parte di tutta la maggioranza si farà quadrato attorno alle figure che a mio vedere dovrebbero assumersi serie responsabilità in tema di sicurezza, dunque un nulla di fatto e di concreto. Ho il serio dubbio che si cercherà di difendere a spada tratta l’operato di tutta l’amministrazione e di respingere al mittente ogni critica. Ma se chi governa in un momento di così profonda crisi legata alla sicurezza è immune da critiche, di chi è la responsabilità?
I tanti cittadini scesi in piazza martedì hanno mandato un segnale inequivocabile, quello che non ci si sente più sicuri a Rovato, rendendo ancora più vuote le parole del sindaco e dell’amministrazione. Oggi serve un segnale vero, a partire dall’assunzione di responsabilità di chi detiene il mandato di garantire la sicurezza dei cittadini.
Ma se disponiamo di così tanti mezzi e risorse per la sicurezza, perché accadono così tanti casi clamorosi di criminalità? Penso che questa sia la domanda che tutti noi ci poniamo.
A Rovato servono misure coordinate con gli altri comuni limitrofi che vadano oltre le antipatie personali del nostro sindaco e di partito. Solo con una seria coordinazione in tema di sicurezza e clandestinità, si può evitare che alcuni comuni diventino un bacino fertile di illecito. A Coccaglio ad esempio è stato applicato un sistema talmente ovvio da sembrare banale; Rigorosa applicazione delle leggi.
Rovato oggi rappresenta una sorta di meta per molti stranieri, anche irregolari che a causa della crisi si sono trovati privi di occupazione. Ma soprattutto a causa della serietà di alcuni comuni confinanti nell’applicare le leggi in tema di immigrazione e sicurezza.
La nostra amministrazione ha diffuso un messaggio distorto di solidarietà, che va ben oltre il prendersi cura dei suoi cittadini meno abbienti.
Un messaggio che ha attirato un numero di stranieri che va aldilà delle risorse e disponibilità del territorio.
In conclusione, una cosa è certa, così non va bene. Non si può pensare di far passere l’episodio di venerdì scorso come un caso isolato. C’è bisogno di sicurezza, e noi tutti lo abbiamo chiesto scendendo in strada martedì scorso. Credo che il tempo per auto lodarsi sia finito, ora serve innanzitutto umiltà e se non si è in grado di garantire a tutti un diritto primario come la sicurezza, forse è meglio prenderne atto.
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