La mia uscita di scena dal gruppo di Forza Italia Rovato di quasi due anni fa, uscita che vorrei ricordare agli smemorati, fu volontaria, fu diretta conseguenza di due fattori; innanzitutto l’attacco forte ed insensato da parte di un membro del gruppo che ai tempi non era neppure componente del direttivo, ma in primo luogo la situazione imbarazzante ed insopportabile nel quale il coordinatore, al quale anche io diedi fiducia votandolo, stava trascinando la rappresentanza cittadina del partito. Pensai che l’unica maniera per non coinvolgere in beghe pubbliche il partito fosse un allontanamento volontario, dunque così feci. Erano oramai consuetudine le tensioni per lo più provocate da una feroce campagna diffamatoria che si consumava sopratutto nei banconi dei bar e le figuracce che quotidianamente il sig. Danesi continuava a collezionare, basti pensare al galà di fine anno del 2008 di Montichiari, organizzato dal Danesi in stile festa campestre, che gettò un velo di imbarazzo nel direttivo provinciale del neonato Popolo della Libertà, passando da una serie di eventi pubblici e prese di posizioni autonome, insensate e lontane dalle linee del partito, che nel breve periodo hanno condotto alla disgregazione odierna del PDL rovatese, dove ancora non vi è un direttivo riconosciuto ed un coordinatore accreditato.
Presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, ma al tempo stesso “mi chiedo se è opportuno che chi sia indagato continui ad avere incarichi politici”. Lo ha affermato Gianfranco Fini, in collegamento telefonico con la prima convention campana di Generazione Italia, l’associazione presieduta da Italo Bocchino.
Riferendosi ai “giudizi su alcuni comportamenti emersi in questi mesi”, il Presidente della Camera ha spiegato che devono esserci “due stelle polari. Il garantismo, per cui chi è indagato è innocente fino a prova del contrario”, ma poi la valutazione sulla “opportunità” di conservare incarichi politici per chi viene indagato. Perchè, ragiona Fini, “legalità significa rispetto delle regole da parte di coloro che hanno maggiori responsabilità. Significa senso del dovere, cultura civica, etica di comportamenti per chi ha delle responsabilità: credo sia essenziale se vogliamo insegnare ai più giovani ad avere comportamenti analoghi. E significa rispetto della magistratura, senza prestare il fianco a polemiche che rischiano
Giovanni Falcone e Paolo Borselino, sono e restano eroi veri del nostro tempo, chi pensa di sfruttare la loro immagine per becero opportunismo politico ne oltraggia la memoria, anche fossero parenti stretti.